Il trucco per imparare una cosa? Prova a insegnarla a qualcun altro
Hai mai notato che, quando provi a spiegare qualcosa a un’altra persona, improvvisamente ti accorgi di averla capita meglio anche tu? Non è solo una…
Hai mai notato che, quando provi a spiegare qualcosa a un’altra persona, improvvisamente ti accorgi di averla capita meglio anche tu?
Non è solo una sensazione. In ambito educativo questo fenomeno viene spesso chiamato “Protégé Effect”: imparare con l’obiettivo di insegnare a qualcun altro può aiutarci a comprendere e ricordare meglio ciò che stiamo studiando.
Perché insegnare aiuta a imparare?
Quando sappiamo che dovremo spiegare un argomento, il nostro cervello tende a lavorare in maniera diversa.
Non basta più leggere o memorizzare qualche informazione: dobbiamo organizzare i concetti, individuare quelli importanti, creare collegamenti e trovare parole semplici per renderli comprensibili.
Ed è proprio questo sforzo a rendere l’apprendimento più attivo.
Alcuni studi sul cosiddetto learning by teaching mostrano infatti che spiegare o insegnare un contenuto ad altri può favorire comprensione e capacità di rielaborazione rispetto ad attività più passive, come il semplice prendere appunti.
Una meta-analisi dedicata all’argomento ha inoltre rilevato risultati positivi quando gli studenti creano materiali destinati a insegnare qualcosa agli altri, soprattutto quando devono rielaborare realmente le informazioni invece di limitarsi a copiarle.
Una tecnica semplicissima da provare a casa
Dopo aver studiato un argomento, invece di chiedere a un bambino o a un ragazzo:
“Hai capito?”
si può provare con:
“Adesso spiegalo a me come se io non ne sapessi nulla.”
La differenza è enorme.
Durante la spiegazione diventano immediatamente evidenti i passaggi realmente compresi e quelli ancora poco chiari.
E non serve necessariamente avere davanti un’altra persona: si può spiegare l’argomento a voce alta, registrare un piccolo video, raccontarlo a un genitore oppure immaginare di essere l’insegnante per cinque minuti.
Funziona anche con la musica?
Assolutamente sì.
Pensiamo a un giovane musicista che sta imparando un ritmo, una scala o un nuovo accordo.
Provare a spiegare a un compagno come si esegue quel passaggio e perché si esegue in quel modo lo costringe ad andare oltre l’esecuzione automatica.
Deve capire ciò che sta facendo.
Ed è proprio qui che studio e consapevolezza iniziano a incontrarsi.
Lo stesso può accadere durante lo studio scolastico, nell’apprendimento di una lingua, nella matematica o praticamente in qualsiasi altra disciplina.
Imparare non significa soltanto ricordare
Uno degli errori più comuni nello studio è confondere la familiarità con la comprensione.
Rileggere più volte una pagina può farci pensare:
“Sì, questo lo so.”
Ma provare a spiegarla senza guardare il libro racconta immediatamente un’altra storia.
Se riusciamo a trasformare un concetto complesso in una spiegazione semplice, probabilmente lo abbiamo davvero compreso.
E forse è proprio questa una delle curiosità più belle dell’apprendimento:
a volte, per diventare studenti migliori, basta provare per qualche minuto a diventare insegnanti.