Gli bastarono quattro anni per cambiare la chitarra per sempre: 56 anni senza Jimi Hendrix
Il 18 settembre 1970 moriva a Londra Jimi Hendrix, a soli 27 anni. Oggi, 56 anni dopo, il suo modo di suonare continua a essere…
Il 18 settembre 1970 moriva a Londra Jimi Hendrix, a soli 27 anni.
Oggi, 56 anni dopo, il suo modo di suonare continua a essere un riferimento per generazioni di chitarristi.
La cosa forse più impressionante è la velocità con cui tutto accadde: la sua straordinaria ascesa internazionale si concentrò in appena quattro anni.
Prima di Hendrix la chitarra suonava diversamente
Hendrix non inventò la distorsione o il feedback, ma imparò a controllarli e trasformarli in veri elementi musicali.
Fuzz, wah-wah, amplificatori spinti al limite e feedback non erano più semplicemente effetti o rumori indesiderati: diventavano parte dell’esecuzione.
Il suo linguaggio mescolava blues, improvvisazione, sperimentazione e una ricerca sonora continua, ampliando enormemente le possibilità espressive della chitarra elettrica.
Anche lo studio di registrazione diventava uno strumento
La sperimentazione di Hendrix non si fermava sul palco.
Con la Jimi Hendrix Experience utilizzò tecniche di studio innovative per l’epoca come panning, registrazioni al contrario e phasing, trattando la produzione come parte integrante della composizione.
È un approccio che oggi diamo quasi per scontato: registriamo una chitarra e poi utilizziamo plugin, automazioni ed effetti per trasformarne completamente il suono.
Negli anni Sessanta, invece, tutto questo richiedeva molta più inventiva.
Non servono cento note per avere una voce
Forse la lezione più importante lasciata da Hendrix non riguarda però effetti o virtuosismo.
Riguarda l’identità musicale.
Bastano pochi secondi di una sua registrazione per riconoscerlo. Vibrato, bending, dinamica, suono e fraseggio diventano una vera e propria firma.
Ed è un concetto importante soprattutto per chi studia uno strumento: la tecnica serve, ma il traguardo non è necessariamente suonare più velocemente o più difficile degli altri.
È riuscire, prima o poi, a suonare come noi stessi.
Quattro anni che continuano a farsi sentire
Da Purple Haze a Foxy Lady, da Little Wing a Voodoo Child (Slight Return), Hendrix ha lasciato in pochissimo tempo un linguaggio che ha influenzato rock, blues, funk, metal e generazioni intere di chitarristi.
Quattro anni possono sembrare pochissimi.
Nel caso di Jimi Hendrix sono bastati per cambiare per sempre il modo in cui immaginiamo il suono di una chitarra elettrica.
Fonti: sito ufficiale Jimi Hendrix e Rock & Roll Hall of Fame.