Cosa fa davvero la musica al cervello di un bambino? I dati di uno studio durato 4 anni
Studiare musica fin da piccoli può avere effetti che vanno oltre il semplice imparare a cantare, suonare o seguire un ritmo? Una nuova ricerca pubblicata…
Studiare musica fin da piccoli può avere effetti che vanno oltre il semplice imparare a cantare, suonare o seguire un ritmo?
Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Music Perception ha seguito per quattro anni 216 bambini tra i 3 e i 7 anni iscritti a corsi di educazione musicale in un conservatorio.
I risultati mostrano qualcosa di molto interessante: con il passare degli anni sono migliorate non soltanto alcune capacità musicali, ma sono emerse anche associazioni con alcune abilità legate al linguaggio.
Quattro anni di osservazioni
Una volta all’anno i ricercatori hanno valutato diversi aspetti dello sviluppo dei bambini.
Tra questi c’erano vocabolario, abilità fonologiche, competenze di pre-lettura, capacità di comprendere il parlato in presenza di rumore e naturalmente abilità musicali come canto e capacità di seguire il ritmo.
Nel corso dello studio sono stati osservati miglioramenti significativi in diversi parametri, anche se non in tutti quelli analizzati.
Musica e linguaggio: dove emerge il legame?
Uno dei risultati più interessanti riguarda le cosiddette abilità fonologiche.
Si tratta, semplificando, della capacità di riconoscere e manipolare i suoni che compongono il linguaggio: distinguere sillabe, suoni e strutture sonore delle parole.
Anche tenendo conto dell’età dei bambini, il numero di anni trascorsi nei corsi musicali risultava associato ad alcuni di questi risultati.
Non è poi così difficile intuire perché musica e linguaggio possano avere qualcosa in comune: entrambi richiedono di ascoltare attentamente ritmo, durata, altezza e successione dei suoni.
Attenzione: non significa che “la musica rende più intelligenti”
È importante però leggere correttamente questi risultati.
Lo studio ha seguito bambini che frequentavano già un programma musicale e non disponeva di un gruppo di controllo equivalente di bambini che non studiavano musica.
Questo significa che non possiamo affermare che sia stata esclusivamente la musica a causare i miglioramenti osservati.
I ricercatori parlano infatti di associazioni tra educazione musicale e sviluppo di alcune competenze, non di una prova definitiva di causa ed effetto.
Perché iniziare musica da piccoli?
Al di là dei risultati scientifici, fare musica durante l’infanzia significa allenare contemporaneamente molte capacità.
Bisogna ascoltare, ricordare, coordinare il corpo, rispettare un ritmo, riconoscere differenze tra i suoni e spesso interagire con altre persone.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più affascinante dell’educazione musicale: mentre un bambino pensa semplicemente di cantare, suonare e divertirsi, sta utilizzando contemporaneamente moltissime competenze diverse.
La musica, quindi, non dovrebbe essere vista soltanto come l’apprendimento di uno strumento.
È prima di tutto un’esperienza che coinvolge ascolto, linguaggio, movimento, memoria, attenzione, espressione e relazione.
Fonte: Sean Hutchins, “Long-term Associations Between Early Childhood Music Training and Music and Language Abilities: A Four-year Longitudinal Study”, Music Perception, agosto 2026.